BIBLIOTECA MARUCELLIANA

di Giulia Coco

L’ istituto deve la sua esistenza all’abate fiorentino Francesco Marucelli e al suo desiderio di fondare a Firenze una biblioteca pubblica ad uso soprattutto dei poveri, come si legge sulla targa posta all’ingresso dell’edificio. Marucelli, morto a Roma nel 1703, destinò così la sua collezione di libri e manoscritti a questo progetto, concretizzato dal nipote Alessandro, che fece costruire l’edificio di via Cavour per ospitare la raccolta. La biblioteca, la prima aperta al pubblico a Firenze, inaugurò il 18 settembre del 1752, un anno dopo la morte di Alessandro, che aveva donato anche la sua collezione di libri. Col tempo giunsero nuovi fondi, come quello di Francesco di Ruberto Marucelli, ricchissimo di disegni e stampe, tanto che fu necessario ampliare la costruzione. La biblioteca, oggi statale, ha una splendida sala di consultazione, realizzata nel 1950 con scaffali seicenteschi donati dalla Biblioteca Nazionale nel 1935 (al momento del suo trasferimento in piazza Cavalleggeri) che a sua volta li aveva avuti dalla biblioteca Medicea Palatina di Palazzo Pitti. L’istituto conserva un raro modello in legno dell’architetto Alessandro Dori che illustra nei minimi dettagli il progetto di costruzione della biblioteca.

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